Come l'intelligenza artificiale sta accelerando la prototipazione e cosa deve sapere ogni designer per sfruttarla davvero

Se ti dicessero che puoi trasformare un'idea in un prototipo web funzionante usando semplicemente il linguaggio naturale, probabilmente alzeresti un sopracciglio. Eppure è esattamente quello che Figma Make permette di fare. Lanciato nell'ecosistema Figma insieme ai nuovi Sites (per la pubblicazione web) e Buzz (per la gestione asset), Make rappresenta uno step evolutivo cruciale. Ma attenzione: non è la bacchetta magica che genera app pronte per produzione e non è il pulsante "finito" che molti sognano.
Facciamo chiarezza su cosa fa davvero, come usarlo al meglio e dove invece bisogna fare attenzione.
Il concetto alla base di Figma Make non è "generare l'app finita", ma abbattere la sindrome del foglio bianco. Prendi un design system esistente oppure descrivi un flusso utente (es. "Crea un flow di registrazione mobile con recupero password"), e Make genera un prototipo web interattivo funzionante, proponendo layout coerenti e collegando automaticamente le schermate.
La vera forza? Make crea prototipi che funzionano davvero nel browser. Non sono semplici mockup statici: puoi cliccare, navigare, testare il flusso logico. E puoi iterare conversando con l'AI, allegando altri design, modificando elementi specifici con l'edit tool integrato.
Ma c'è un trucco: Make funziona bene solo se sai come parlargli.
Dai primi test reali emerge un dato chiaro: l'AI non legge nel pensiero. Se scrivi prompt vaghi come "fammelo più moderno", otterrai risultati generici e inutilizzabili. La vera potenza si sblocca quando usi il gergo tecnico nel prompt:
❌ No: "Fai una lista carina."
✅ Sì: "Crea una card con layout verticale, padding 24px, gap 16px tra gli elementi e usa colori dal mio design system."
Più sei specifico sulla struttura e sui riferimenti ai tuoi design esistenti, più il risultato sarà utilizzabile e coerente con il tuo Design System.
A differenza di altri generatori AI "one-shot", Make brilla nella conversazione iterativa:
Questo ciclo iterativo è dove Make dimostra il suo valore: non devi ricominciare da zero a ogni modifica, ma raffini progressivamente il prototipo parlando con l'AI.
Qui bisogna essere cristallini per sfatare un'illusione pericolosa:



Molti confondono Figma Make con Dev Mode. Sono due cose diverse:
Se vuoi ottenere codice React/Tailwind dai tuoi design, devi usare Dev Mode, non Make.
Per il Designer: Ottieni prototipi ad alta fedeltà funzionale molto più velocemente. Puoi testare flussi complessi e dimostrare interazioni senza aspettare lo sviluppo.
Per il Product Manager: Trasforma velocemente idee in demo funzionanti per validare concept con stakeholder o utenti test.
Per il Developer: Ricevi prototipi interattivi chiari che riducono le ambiguità rispetto a mockup statici. Ma attenzione: non è codice da deployare in produzione. È un punto di partenza per comprendere le interazioni, non il prodotto finale.
Usare Make richiede un occhio vigile. Alcuni limiti critici che devi conoscere:
L'AI, per accontentare rapidamente un prompt visivo, tende a volte a "slegare" (detach) le istanze dai componenti principali del tuo Design System. Il rischio è trovarsi con un prototipo bellissimo ma impossibile da mantenere, perché scollegato dai componenti originali. Controlla sempre il pannello layer dopo ogni generazione e riconnetti i componenti quando necessario.
I primi test della community evidenziano problemi ricorrenti con i contrasti cromatici e l'accessibilità. Make può generare interfacce che non rispettano i livelli di contrasto WCAG. Valida sempre l'accessibilità manualmente dopo la generazione. L'AI accelera, ma non sostituisce il controllo qualità umano.
Make tende a ragionare in logica desktop-first. I design pensati esclusivamente per mobile possono richiedere più iterazioni per ottenere risultati soddisfacenti. Allega esempi mobile chiari e sii molto esplicito nei prompt sulla responsività richiesta.
Make ti porta all'80% del lavoro in pochi minuti: strutture, layout, navigazione base, interazioni standard. Il tuo valore come designer si sposta interamente su quell'ultimo 20%:
Una volta creato il tuo prototipo in Make, puoi pubblicarlo rapidamente come sito web con Figma Sites. È ideale per:
Ovviamente Sites non è uno strumento per sviluppo software complesso. Non gestisce database complessi, logiche applicative avanzate o infrastrutture enterprise.
L'arrivo di Make, Sites e Buzz conferma che Figma vuole essere il sistema operativo del design digitale. Per noi designer, questo significa passare dal ruolo di "muratori di pixel" a quello di Direttori Creativi e Curatori.
Non veniamo pagati per disegnare rettangoli più velocemente, ma per orchestrare l'esperienza. Make ci toglie la fatica manuale della prototipazione, lasciandoci il tempo (e la responsabilità) di concentrarci sull'architettura dell'informazione, sull'usabilità e sulla qualità finale dell'esperienza utente.
La domanda non è se l'AI cambierà il nostro lavoro. La domanda è: sei pronto a imparare a scrivere prompt tecnici per guidare la macchina, invece di lasciarti guidare da essa?
Perché Figma Make è un acceleratore potente, ma non è uno strumento che funziona in automatico. Richiede che tu sappia formulare prompt con competenza tecnica, che mantenga sempre alta la vigilanza sulla qualità e coerenza del tuo Design System, che validi manualmente accessibilità e usabilità, e soprattutto che tu sia consapevole dei suoi limiti reali: quello che genera non è codice pronto per la produzione.
Se lo usi con questa mentalità, Make può davvero trasformare il tuo workflow di prototipazione. Ma se ti aspetti la bacchetta magica che risolve tutto, rischi solo di trovarti frustrato davanti a risultati che non corrispondono alle tue aspettative.